Chiese
San Sebastiano
Chiesa risalente al IV secolo in stile bizantino dalla caratteristica pianta quadrata. Aveva una sola navata e l'intelaiatura che sorreggeva il tetto
era in legno e senza campanile.
Successivamente venne ampliata per poter ospitare un maggior numero di fedeli. Nel 1601 venne realizzata una pila per l'acqua benedetta ad opera di uno scalpellino di Arbus in granito bianco e in seguito realizzata una fonte battesimale.
A cavallo tra il 1610 e il 1638 venne sostituita la volta in legno con una volta in cemento e pietre. Nel 1663 iniziò la costruzione del campanile e di una campana il cui stampo in legno venne realizzato da un giovane arburese.
Solo nel 1885 dopo numerosi avvicendamenti di parroci e vicari, si posero 3 orologi sul campanile. Nel 1906 venne sostituito il pavimento in granito con quello in marmo e nel 1918 grazie al Cav. Caddeo venne costruito il pulpito in marmo.
Fin dalla sua nascita la chiesa ospitava nomi di defunti importanti. Seppelliti nelle diverse cappelle. Sino a quando nel 1835 venne vietata la sepoltura nelle chiese per ragioni igieniche.
Successivamente venne ampliata per poter ospitare un maggior numero di fedeli. Nel 1601 venne realizzata una pila per l'acqua benedetta ad opera di uno scalpellino di Arbus in granito bianco e in seguito realizzata una fonte battesimale.
A cavallo tra il 1610 e il 1638 venne sostituita la volta in legno con una volta in cemento e pietre. Nel 1663 iniziò la costruzione del campanile e di una campana il cui stampo in legno venne realizzato da un giovane arburese.
Solo nel 1885 dopo numerosi avvicendamenti di parroci e vicari, si posero 3 orologi sul campanile. Nel 1906 venne sostituito il pavimento in granito con quello in marmo e nel 1918 grazie al Cav. Caddeo venne costruito il pulpito in marmo.
Fin dalla sua nascita la chiesa ospitava nomi di defunti importanti. Seppelliti nelle diverse cappelle. Sino a quando nel 1835 venne vietata la sepoltura nelle chiese per ragioni igieniche.
Santa Barbara
Chiesa patronale di Ingurtosu, si trova all'ingresso del villaggio. La costruzione della chiesa iniziò nel 1913 col contributo
dell'amministrazione mineraria. 3644 sono le persone che hanno ricevuto il sacramento del battesimo in questa chiesetta.
Sul retro della chiesa si trova un camminamento lastricato con 15 stazioni della via crucis che conducono alle 3 croci del calvario. Poco distante dalla chiesa si trova in un canale una piccola cascatine sulla cui sommità si trova una statua della madonna.
Sul retro della chiesa si trova un camminamento lastricato con 15 stazioni della via crucis che conducono alle 3 croci del calvario. Poco distante dalla chiesa si trova in un canale una piccola cascatine sulla cui sommità si trova una statua della madonna.
Santi Cosimo e Damiano
In origine era la chiesa del villaggio ormai scomparso di Serru, ai confini tra Arbus e Gonnosfanadiga. Successivamente alla
distruzione del paese, la chiesa divenne di proprietà di Gonnosfanadiga e i santi invece di Arbus che festeggiavano i santi nella chiesa di Sant'Antioco
(vicino a Baratzu). Questa divisione ha portato non pochi dissidi tra le due popolazioni vicine, talvolta facendo qualche vittima. Ormai da lungo tempo
la festa dei due santi non si celebra più.
Sant'Antonio da Padova
Si trova nella borgata di Santadi, dedicata ad sant'Antonio da Padova. il territorio in cui si trova oggi la chiesa era di competenza
del comprensorio di Mogoro, che vi festeggia Sant'Ada. Caduta in disuso la festa e quindi la chiesa, venne sconsacrata.
Mons. Pilo, autore della sconsacrazione, ordinò la restaurazione della chiesa, durante la quale vennero alla luce alcune tombe del periodo fenicio punico, e la consacrò, intitolandola a Sant'Antonio da Padova. La struttura venne ampliata rispetto all'originaria e nel 1950 venne inaugurata. Da allora è meta del pellegrinaggio che gli arburesi compiono ogni anno a giugno da Arbus a Santadi e ritorno in occasione della festa di Sant'Antonio.
Mons. Pilo, autore della sconsacrazione, ordinò la restaurazione della chiesa, durante la quale vennero alla luce alcune tombe del periodo fenicio punico, e la consacrò, intitolandola a Sant'Antonio da Padova. La struttura venne ampliata rispetto all'originaria e nel 1950 venne inaugurata. Da allora è meta del pellegrinaggio che gli arburesi compiono ogni anno a giugno da Arbus a Santadi e ritorno in occasione della festa di Sant'Antonio.
San Lussorio
La chiesa si trovava nella odierna piazza che porta il suo nome. Intitolata a san Lussorio che, bandito dall'esercito romano perché
disertore, venne catturato nelle campagne arburesi e condotto in carcere dove fu torturato; san Lussorio venne giustiziato a Cagliari, sua città natale
e dove numerose persone avevano molta stima per lui.
Molte le città che rivendicano la proprietà dei resti del Santo.
La chiesa, priva di alcun pregio architettonico, era del periodo romano e venne distrutta dall'amministrazione comunale per costruirvi una piazza, e i corpi sepolti vennero così dispersi. Alcuni sono tornato alla luce al rifacimento della strada principale del paese e condotti nel nuovo cimitero di San Paolo.
Il giorno della festa del santo era molto attesa dagli arburesi, in quanto era il giorno in cui venivano rinnovati i contratti agrari e istituiti quelli nuovi. Una sorta di resa dei conti: ad Arbus si usa ancora dire "a pagai a Santu Luxori!".
Molte le città che rivendicano la proprietà dei resti del Santo.
La chiesa, priva di alcun pregio architettonico, era del periodo romano e venne distrutta dall'amministrazione comunale per costruirvi una piazza, e i corpi sepolti vennero così dispersi. Alcuni sono tornato alla luce al rifacimento della strada principale del paese e condotti nel nuovo cimitero di San Paolo.
Il giorno della festa del santo era molto attesa dagli arburesi, in quanto era il giorno in cui venivano rinnovati i contratti agrari e istituiti quelli nuovi. Una sorta di resa dei conti: ad Arbus si usa ancora dire "a pagai a Santu Luxori!".
Beata Vergine d'Itria
Costruita tra il '600 e il '700 è una chiesa che, grazie alle cure di una confraternita di fedeli, si trova ancora oggi in buono
stato di conservazione. La chiesa si trova su un colle a circa 3 km da Arbus da cui è visibile. La festa è contenuta nello sfarzo, ma molto sentita
dai fedeli. Anticamente la statua veniva prelevata dalla chiesa e portata all'uscita del paese a spalla dai fedeli della confraternita e posata su un
masso (sa perda de nostra signora, dove oggi si trova una nicchia con la statua della madonna), poi condotta alla chiesa campestre sul carro a buoi.
Il procedimento veniva eseguito ala stessa maniera per il rientro della santa al paese.


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